|
Banca
Etica nasce all'interno di un movimento che si
riconosce nella promozione di un'economia civile e
solidale. Le numerose iniziative ed esperienze che
si sono sviluppate in questo contesto rappresentano
i tanti modi attraverso cui i cittadini, organizzati
in gruppi, associazioni, cooperative si sono
mobilitati per la realizzazione del bene comune.
Banca Etica si inserisce in queste iniziative
'portatrici di senso' di cui le nostre società hanno
bisogno per recuperare identità civile e speranza di
futuro; non dottrine o ideologie, ma progetti
attorno ai quali le persone si aggregano e lavorano
assieme per rispondere alle grandi sfide che
l'umanità ha attualmente di fronte: la lotta
all'esclusione, alla povertà ed ai processi di
degenerazione sociale, la disoccupazione, la tutela
dell'ambiente, i rapporti Nord/Sud, una più equa
distribuzione delle ricchezze/risorse del pianeta.
Tutto ciò va fatto tenendo conto che la rimozione
delle diseguaglianze non può prescindere
dall’evidente disparità, nei diritti e nelle
situazioni di fatto, delle donne nei confronti degli
uomini. Il valore di questa economia civile e
solidale poggia essenzialmente su di un concetto di
cittadinanza attiva e responsabile anche e
soprattutto nei processi di crescita umana ed
economica della società. Banca Etica, nello
specifico, si propone come strumento di
partecipazione responsabile del cittadino in uno dei
settori più complessi e, al tempo stesso, decisivi
dell'assetto della società mondiale: la finanza. La
dimensione del mercato finanziario è ormai
planetaria e il suo potere è in grado di
condizionare le politiche delle stesse Nazioni. E'
bene però ricordare che la materia prima di questo 'mercato',
quella che dà 'potere' a chi lo gestisce, è il
risparmio, proprio quel risparmio che i cittadini,
nel loro piccolo, producono. Come risparmiatori
dobbiamo quindi essere consapevoli delle conseguenze
che l'uso del nostro denaro può comportare ed
organizzarci per riaffermare l'importanza dei valori
e dell'etica nella gestione di una così importante
risorsa. Banca Etica non è una istituzione di
beneficenza ma un intermediario creditizio
trasparente, senza segreti per i cittadini, che
trasferisce alle imprese, oltre che il risparmio,
anche i valori e le aspettative dei risparmiatori,
affinché l'attività economica sia effettivamente
strumento di crescita e di promozione umana.
Obiettivo della Banca Etica è quello di far
confluire risorse e fiducia verso quei progetti di
cui la comunità civile ha bisogno per crescere, con
la consapevolezza che l’opera di Banca Etica non
resterà residuale solo se si permeeranno la società
e le istituzioni politiche di cultura e regole
diverse. Una finanza quindi non come
strumento di standardizzazione, di
spersonalizzazione e di disgregazione, ma come
valorizzazione delle identità, delle differenze,
delle relazioni interpersonali, dell'interazione
solidale tra le persone, le imprese e le istituzioni
che 'animano' il territorio, una finanza che diventa
parte integrante nei processi di sviluppo locale.
Nella definizione delle sue strategie Banca Etica
considera fondamentale l’apporto attivo e
responsabile della sua base sociale.
La
cooperazione nord e sud
La
finanza etica, in quanto strumento finanziario
finalizzato allo sviluppo umano e sociale, ha
sempre dimostrato una grande attenzione alle
problematiche che affliggono i paesi del sud del
Mondo e spesso si è interrogata su quali
iniziative finanziarie essa può mettere in
'campo' per dare risposte concrete alle
richieste di aiuto e di collaborazione che
giungono dalle organizzazioni di auto sviluppo
presenti in questi paesi. Questa tensione alla
solidarietà nord/sud viene tuttora confermata da
molti soci e risparmiatori di Banca Etica che la
ritengono come prioritaria tra le attività di
finanziamento della banca stessa. Elemento
fondante di questa attenzione è la convinzione
che l’emancipazione dalla miseria e dalla
povertà delle popolazioni più povere non può
dipendere da programmi di aiuto/sovvenzioni
provenienti dai paesi più ricchi – programmi
spesso mal dimensionati, generanti dipendenza e
determinati da obiettivi strategico politici -
ma deve fondarsi sull’avvio di attività di auto
- sviluppo, che sappiano mettere in moto, anche
in campo economico, dei circuiti virtuosi in
base ai quali ognunopossa 'produrre reddito' e
accedere ai beni e ai servizi essenziali.
L'obiettivo è dunque quello di mettere la
persona nelle condizioni di poter partecipare in
modo attivo e responsabile ai processi di
crescita sociale, economica e politica della sua
comunità. In questa concezione dello sviluppo un
elemento importante è l’accesso al credito per i
gruppi sociali più deboli; il credito infatti
permette loro di disporre dei capitali necessari
per l’attivazione di iniziative economiche anche
semplici.
La
questione sociale
I
processi di sviluppo delle nostre società sono
sempre più rapidi; l'ormai diffusa
interdipendenza tra i paesi della Terra e lo
sviluppo di una sempre più sofisticata
tecnologia (soprattutto per ciò che concerne la
comunicazione ed il movimento degli uomini e
delle cose) accelera questi processi al punto
che essi spesso avvengono a spese delle stesse
società civili, non sempre attrezzate per
comprendere e gestire questi cambiamenti. Le
relazioni interpersonali che qualificano il
rapporto tra le persone sono venute meno, ed
hanno messo in crisi quelli cheun tempo erano
considerati i luoghi privilegiati di
aggregazione e di formazione socio – politica;
il rischio reale è ora quello che il mercato
ormai planetario sfugga al controllo delle
stesse sovranità nazionali e che arrivi ad auto
attribuirsi il ruolo che invece spetta alla
politica nel governo della società.
Banca Etica fa propria una visione della
società, condivisa dal Terzo Settore, che parte
dal presupposto che sidebba riconoscere uguale
dignità sostanziale a tutte persone che la
compongono, garantire e stimolare
l'interdipendenza, la corresponsabilità, la
solidarietà, contemplando al tempo stesso il
diritto - dovere di attenzione preferenziale
alle persone più svantaggiate. Frutto di questa
concezione sociale è il grande sviluppo che ha
avuto nel nostro paese il movimento della
cooperazione sociale e del volontariato; un
movimento che agisce principalmente nel servizio
alle persone e per l’inserimento sociale e
lavorativo dei soggetti più svantaggiati, con
l’obiettivo di creare un contesto umano, dove
ognuno possa vivere, lavorare,
salvaguardare la propria dignità, interagire con
gli altri per il bene comune. Questa visione
della società afferma nei fatti, che la persona
umanavale di per sé, non per le risorse di
intelligenza di cui è dotata, né per i beni
economici che possiede o per la sua
produttività. Afferma, attraverso il proprio
agire, che le strutture sono per l’uomo, non
l’uomo per le strutture. Come pure testimonia
nei fatti, che l’aiuto alla persona, anche
quando è economico, è autentico se è liberante o
promozionale, se restituisce alla persona i suoi
diritti e l’accompagna verso l’autonomia.
L’economia sociale, che scaturisce da questa
tensione mira alla più totale assunzione di
responsabilità dei vari soggetti, all’analisi e
alla ricerca di risposte idonee ai bisogni
sociali. Questo non significa esonerare lo stato
e le istituzioni governative da questo processo
di crescita civile, quanto recuperare, in modo
più partecipato ed efficace, i valori che sono
stati alla base dello stato sociale.
Banca Etica ritiene che l’emergenza
occupazionale nel meridione assume i connotati
di grave problema sociale che, oltre a colpire
personalmente ed esistenzialmente le fasce più
deboli della popolazione, mina le basi della
democrazia e promuove mafia e reti di potere
occulto. Per queste ragioni dà priorità al
sostegno di iniziative per la occupazione.
L'ambiente
Banca Etica riconosce che qualsiasi sistema
economico è un sotto - insieme del sistema
naturale, e quindi ne deve riconoscere e
rispettare i limiti.
Lo
sviluppo sostenibile passa inevitabilmente
attraverso la tutela dell'ambiente e le sue
risorse, sia perché è strettamente collegato
alla qualità della vita delle nostre comunità,
sia perché la sua integrità rappresenta anche la
garanzia del futuro per le generazioni che
verranno. La finanza etica deve quindi porsi al
servizio non solo della promozione di una
cultura ecologica, ma anche di quei processi
produttivi che avvengono senza compromettere il
bene Ambiente.
Oggi i meccanismi di tutela ambientale attivati
dalle leggi di difesa dell’ambiente non sono
sufficienti a modificare comportamenti di
produzione e di consumo dissipatori, ed è quindi
necessario accompagnare le azioni che promuovono
la nascita di una coscienza ecologica con azioni
capaci di incidere concretamente da un lato, sui
consumi, e dall’altro, sui metodi di produzione,
chiarendo che il concetto di sviluppo,
soprattutto se sostenibile, non è da
necessariamente associabile alla crescita.
La
difesa ed il rispetto dell'ambiente non sono
solo un problema estetico e di buona educazione
nei confronti dei vicini contemporanei, ma
scaturiscono dalla coscienza che la natura è la
casa comune, proprietà comune dell'umanità e c'è
perciò il dovere di passarla integra, vivibile,
bella, come un testimone alle generazioni
future.
Il
concetto di fondo è quello di finanziare
esclusivamente iniziative economiche che siano
'ecologicamente sostenibili' o meglio che
conservino integro il capitale naturale non
intaccando le capacità degli ecosistemi di
rigenerarsi. Va superata infatti la dicotomia
tra la produzione economica e la conservazione
della natura, armonizzando invece gli obiettivi
economici con la tutela di questo patrimonio.
Come banca ci impegniamo a:
- prevenire, grazie
ad una gestione attenta agli aspetti ecologici e
sociali, potenziali danni e squilibri ambientali
che possono essere causati dal nostro istituto
e/o dai destinatari dei nostri finanziamenti,
-
introdurre, tra i criteri per la valutazione del
rischio e delle capacità manageriali ed
imprenditoriali, le attenzioni e le azioni poste
in essere dalle aziende verso la salvaguardia
dell'ambiente,
-
Sollecitare e promuovere la nascita di una vera
e propria imprenditorialità in campo ambientale,
nonché attivare il confronto con le attività
economiche, indirizzandole verso processi
produttivi eco-compatibili.
Il sistema finanziario
L'attività finanziaria ha, nella
sostanza, l'obiettivo di trasferire la
ricchezza, di chi risparmia a chi ne necessita
per effettuare investimenti (personali,
familiari, di imprese, di enti pubblici). Si
tratta di una funzione indispensabile non solo
per lo sviluppo di una economia di mercato, come
oggi lo conosciamo, ma per gran parte dei
modelli economici attualmente presenti sulla
terra. Il risparmiatore, comprendendo la
complessità di questa funzione, preferisce
rivolgersi ad un intermediario - solitamente una
banca - fiducioso che questa gestisca in modo
corretto e professionale il risparmio, sino a
che, egli stesso, non ne abbia bisogno per
realizzare i propri progetti.
Oggi però il mercato finanziario va ben oltre
questo ruolo. I mercati finanziari - un
complesso sistema di transazioni e di prodotti
che vengono scambiati ventiquattro ore su
ventiquattro su scala mondiale - hanno
conosciuto una crescita esponenziale fuori dal
controllo delle autorità nazionali e
internazionali, ma soprattutto al di fuori di
qualsiasi forma economica o sociale che non sia
l’esclusiva massimizzazione del profitto.
Oggi si scambiamo, su questo mercato
internazionale, quotidianamente, migliaia di
miliardi di dollari. Questa enorme massa di
capitali 'erratici', che si muove attraverso
canali informatici in cerca di sbocchi
speculativi a breve termine, è pronta a
spostarsi in pochi istanti da una parte
all'altra del globo alla minima variazione di un
tasso d’interesse. Caratteristiche di questa
strategia finanziaria sono l’alta velocità di
movimento del capitale (molto contratti di
scambio hanno durata inferiore alle 12 ore) e
l’innovazione estrema dei prodotti. Spesso però
queste transazioni non corrispondono più ad
investimenti reali, ossia non corrispondono più
al finanziamento di attività economiche che
producono beni, servizi e occupazione. Gli
stessi strumenti, utilizzati nell'attività
finanziaria, diventano sempre più sofisticati e
mirano, nell'essenza, a moltiplicare il
'rendimento del denaro' puntando sulla
speculazione e rendendo così sempre più evidente
il prevalere del reddito da capitale su quello
da lavoro; quest'ultimo anzi, che si fonda sul
valore dell'uomo nell'attività economica,
diventa addirittura un costo che può essere
'tagliato' per realizzare un profitto più
elevato.
La
finanza etica mira invece ad introdurre come
parametro di riferimento il riflesso
dell’investimento sull’economia cosiddetta
'reale', e si propone di modificare i
comportamenti 'finanziari' in senso più sociale
sostenendo tutte le attività che si muovono in
un’ottica di sviluppo umanamente ed
ecologicamente sostenibile. Essa punta pertanto
ad elaborare degli indicatori che rilevino,
assieme alla performances aziendali e ai
rendimenti economici, anche l’impatto sociale ed
ambientale dell’attività finanziabili; questi
criteri si rifanno ai nuovi indici di sviluppo,
fatti propri dalle Nazioni Unite, i quali
partono dal presupposto che non vi può essere
crescita economica senza sviluppo umano. La
finanza etica ha avuto, nel corso degli ultimi
20-25 anni, una forte evoluzione: nata
focalizzando l’attenzione prevalentemente sulla
gestione del risparmio, come reazione pacifista
e ambientalista al potere e alle operazioni
scarsamente trasparenti del sistema bancario,
potrà meglio svilupparsi mettendo al centro
della propria identità ed operatività - ed in
rapporto tra loro - la responsabilità sociale ed
ecologica degli investitori e degli
investimenti, dunque assumendo un ruolo più
attivo e propositivo nel sistema economico.
La
pace e la nonviolenza
'La nostra banca considera il credito uno dei
diritti primari, poiché di 'credito/fiducia'
hanno bisogno tutti gli esseri umani per
accedere alle risorse necessarie alla
realizzazione del loro progetto di vita. Noi
crediamo nel rispetto dell'altro, nel confronto
delle idee, nell'impiego e nello sviluppo di
metodi non violenti anche in campo economico.
Siamo consapevoli che le motivazioni che stanno
alla base dei conflitti sono complesse,
riteniamo però che l'unica vera soluzione di
questi passi necessariamente attraverso
un'assunzione responsabile degli stessi che si
traduce nella disponibilità al dialogo e al
confronto, nella ricerca continua della
giustizia, soprattutto in campo economico, senza
la quale non ci può essere pace. Il denaro è
fonte, in quanto strumento di potere, di
conflitti, sopraffazioni, violenze, crudeltà.
Banca Etica, proponendo invece l'uso del denaro
per una reale promozione umana, mira a ridurre o
eliminare questi elementi di conflittualità, che
viceversa caratterizzano una visione violenta
dell'economia.
La
scelta di una metodologia non violenta deve
quindi tradursi in criteri chiari e procedure
corrette sui tre diversi livelli che
identificano l'azione di Banca Etica:
Provenienza del denaro:
poiché il denaro è frutto dell'attività
economica, va verificato che quest'attività sia
stata realizzata nel pieno rispetto delle
persone, della natura, dei principi che regolano
la pacifica convivenza tra i popoli. Questo
comporta anche una capacità di analisi e di
gestione dei flussi finanziari, evitando di
concorrere ad alimentare, anche indirettamente,
azioni illegali (vedi il terrorismo o la
criminalità organizzata) o inaccettabili un
punto di vista etico (come la guerra).
Impiego del denaro:
nella valutazione dei progetti da finanziare, va
introdotta anche un'analisi di quanto la non
violenza sia parte integrante della cultura
dell'organizzazione finanziata, del suo modo di
intendere i rapporti interni ed esterni, di
quanto essa sia in grado di contribuire alla
'pacificazione' della realtà socio-economica in
cui essa opera.
Gestione dei rapporti tra tutti gli
interlocutori delle imprese:
Banca Etica, per la sua complessità, può essere
paragonata ad una comunità umana, di cui fanno
parte soci, clienti, risparmiatori,
amministratori, dipendenti, fornitori, ecc. Fra
gli elementi che costituiscono il 'legante' di
questa comunità vanno valorizzate le modalità
con cui questi soggetti interagiscono: la
trasparenza, la definizione chiara degli
interessi in gioco e la reale disponibilità a
rimetterli in discussione in funzione di una più
alta e condivisa finalità o interesse, il
rispetto delle pari opportunità, la soluzione
dei conflitti attraverso il dialogo e il
confronto continui.'
|